Tra le vie, i colli e i canali

Montegrotto Terme, Sabato 4 Luglio 1936

Guardando fuori dalla finestra ogni mattina osservo le innumerevoli persone, famiglie, coppie che aspettano il treno alla stazione di Montegrotto Terme. Le guardo da lontano e mi diverto ad immaginare dove siano diretti, che cosa si stiano dicendo, cosa si raccontino all’orecchio. Poi, quando arriva un treno, noto come quelli che scendono a Montegrotto Terme siano spesso molto più felici di quelli che aspettano il treno per lasciarla. Mi è sempre piaciuto pensare che fosse l’effetto di questa città: ti rapisce talmente tanto che andarsene, anche solo per un giorno, incupisce l’anima. Tra poco uscirò con la mia bici nuova e raggiungerò gli altri sul ponte di Palazzo Avogadro a Mezzavia, dove ci troviamo abitualmente. Di solito, devo sempre partire con largo anticipo per raggiungerli a piedi, costeggiando il canale Battaglia e osservando i carrettieri e i barcari intenti a trasportare la trachite, per poi arrivare comunque ultimo e sudato. Ma oggi no, arriverò per primo, a bordo della mia nuova saetta. E, non stanco, più tardi raggiungerò il centro di Montegrotto, sfrecciando tra le vie degli stabilimenti termali, e salirò sul Monte Castello da cui si vede tutto il panorama dei colli. E poi, se non si fa troppo tardi, vorrei tanto raggiungere Anna: mi ha detto che vive in una casa immersa nel verde del colle da cui si vede tutta la frazione di Turri. Chissà, mi piacerebbe davvero vivere lì con lei fra qualche anno…